David Lynch sceglie 5 film per l’American Film Institute

L’ora del lupo di Ingmar Bergman, Lolita di Stanley Kubrick, Mon Oncle di Jacques Tati, La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, Viale del tramonto di Billy WIlder.
L’American Film Institute ha chiesto a David Lynch di scegliere cinque film da mostrare nell’ambito del prossimo AFI Festival. E lui ha risposto con una offerta di grande cinema classico.

Sorprende la scelta del cinema comico dalle venature surreali di Tati, di un Bergman ‘minore’, ma soprattutto di un certo cinema hollywoodiano molto lontano dalle suggestioni tipiche di David Lynch.

Assieme ai cinque titoli scelti, verra’ mostrato anche il primo lungometraggio di Lynch, Eraserhead, in versione restaurata.

Adrien Brody vuole i soldi da Dario Argento!

Più’ che un thriller, si tratta di un giallo legale, di quelli con le lunghe sedute in tribunale e le due parti che si contendono l’attenzione della giuria. Adrien Brody ha fatto causa ai produttori del film ‘Giallo’ di Dario Argento, chiedendo un risarcimento di due milioni di dollari. A quanto pare Dario Argento e il suo gruppo produttivo non hanno ancora saldato il cachet richiesto da Brody per interpretare il protagonista del film (rimasto a lungo in ‘congelatore’, e adesso uscito in Italia solamente in DVD… chi l’ha visto dice che ‘Giallo’ sia di rara bruttezza…). Brody vorrebbe anche bloccare l’uscita del film nelle sale americane. Avrebbe dovuto ricevere 640.000 dollari di compenso per aver interpretato un detective sulla tracce di un serial killer per il maestro italiano del brivido. Staremo a vedere gli esiti del processo, che si preannuncia più’ avvincente del film stesso…

Adrien Brody L’attore premio Oscar ha chiesto un risarcimento di due milioni di dollari ad un tribunale di Los Angeles perché i produttori dell’horror ‘Giallo’ del maestro italiano non gli hanno corrisposto il suo cachet. Il film, che in Italia è uscito direttamente in dvd, sta arrivando ora nelle sale Usa. L’attore sta cercando di bloccare l’uscita del film per il quale lui sostiene di dover ricevere 640.000 dollari. In ‘Giallo’, interpretato anche da Emmanuelle Seigner, Brody interpreta un detective sulle tracce di un serial killer

Buried vince il Melies d’Oro come miglior film fantastico europeo

Buried – Sepolto si è aggiudicato il premio Méliès d’Oro del miglior film europeo di cinema fantastico 2010, attribuito ogni anno dalla Federazione dei Festival di Cinema Fantastico d’Europa.

Il secondo lungometraggio del gallego Rodrigo Cortés segue così i passi di produzioni come la francese Martyrs (2009), la svedese Lasciami entrare (2008) e la danese Adam’s Apples (2006).

In tre settimane di programmazione in Spagna, Buried – Sepolto ha raccolto 1,86 milioni di euro, una cifra eccezionale tenendo conto che è stato lanciato in 199 copie e, soprattutto, considerando le caratteristiche del film, ambientato per intero in una bara dove si trova rinchiuso un contractor civile statunitense (Ryan Reynolds). Sebbene la critica di mezzo mondo abbia riconosciuto l’abilità del regista nel mantenere alta la tensione con così pochi elementi, è indubbiamente sorprendente il fatto che riesca a raggiungere un pubblico tanto ampio.

Eppure, grazie all’intelligenza dei mezzi di produzione e di promozione (lo stesso Cortés ha affermato, tra il serio e il faceto, di aver girato in realtà il remake statunitense del suo film), Buried – Sepolto è diventato il lancio più massiccio nella storia della produzione spagnola (4.000 copie in tutto il mondo).

Tale successo fa sì che Cortés possa contare nientemeno che su Robert de Niro e Sigourney Weaver per il suo prossimo lavoro, Red Lights, che sarà prodotto nuovamente da Versus Entertainment (stavolta insieme alla statunitense Parlay Films e alle sudcoreane CSE Entertainment e Blue Storm Prods) e ha ricevuto l’appoggio dell’ICAA per lo sviluppo della sceneggiatura.

Fabio Volo, Favino e Battiston: sono loro i Figli delle Stelle

Un giovane e goffo portuale veneto (Fabio Volo), un insegnante trentenne disoccupato che fa il pizzaiolo (Piefrancesco Favino), un ricercatore universitario nostalgico della rivoluzione marxista (Giuseppe Battiston), un uomo senza passato appena uscito dal carcere (Paolo Sassanelli) decidono di rapire un ministro, chiedere un riscatto e, con i soldi ottenuti, risarcire la famiglia della vittima di un incidente sul lavoro. Sono spinti dalla disillusione, dall’amarezza, dalla rabbia. E dal vento dell’antipolitica. Ma sono anche totalmente maldestri e, coinvolgendo una giovane giornalista (Claudia Pandolfi), prendono per sbaglio un anonimo sottosegretario (Giorgio Tirabassi) che si rivelerà l’unico uomo politico onesto in circolazione.

“Siamo partiti dall’osservazione della società per costruire una commedia profondamente ancorata ad una realtà sempre più conflittuale”, spiega il regista, il cui terzo lungometraggio Ora o mai più trattava i tragici avvenimenti del G8 di Genova nel 2001. Effettivamente Figli delle stelle è una commedia che gioca con un passato reale fatto di rapimenti e omicidi politici, e che qualche tempo fa avrebbe sollevato delle polemiche. Ma i protagonisti di questo film corale ed empatico sono solo dei sognatori legati dal malcontento e dal disagio, e la deriva politica e sociale è rappresentata con leggerezza. “Oggi la gente ha sempre più difficoltà a credere nella rappresentanza politica, e con gli sceneggiatori Francesco Cenni e Michele Pellegrini ci siamo sforzati di raccontare come siamo, attraverso una storia che sconfina nel surreale e nel grottesco”.

Nuovi film per Arcopinto, Gaglianone e Bisatti

S’intitola Ruggine il nuovo film di Daniele Gaglianone prodotto da Gianluca Arcopinto insieme a Fandango. Attualmente in lavorazione, la pellicola è una noir con protagonisti dei bambini che vivono in una piccola città del Nord nell’Italia degli anni 70.

“Sarà il primo lavoro con un vero cast di attori professionisti per Daniele” – ha detto a CinecittàNews Arcopinto, a margine della premiazione agli Incontri del Cinema d’essai della Fice che ieri sera lo ha visto ricevere il riconoscimento come Miglior produttore dell’anno. Nel film infatti recitano Filippo Timi, Stefano Accorsi, Valeria Solarino e Valerio Mastandrea.

Gianluca Arcopinto ha in programma altri due film: l’opera prima di Carlo Michele Schirinzi, Le vesti di Bisanzio, che racconta la zona del Salento, meta di un continuo flusso migratorio; e Guerre silenziose, terzo titolo diretto da Rodolfo Bisatti. Coprodotto con la Slovenia, il film è ambientato a Trieste e racconta senza mezze misure la situazione post guerra nei Balcani.